Antonino Saggio I Quaderni

 

 

Lectio Magistralis di Antonino Saggio
"Caravaggio lo specchio e l'attimo"

Chiesa di Santa Maria Alemanna , Messina, 6 settembre 2022 ore 18.00

Si ringrazia

L'ARCHITETTO CLAUDIO LUCCHESI
UFO ARCHITECTS

 

 

Link ai materiali della conferenza

Lectio le Immagini in Pdf
Lectio le Immagini in Web

Audio della Conferenza



Il film"Visi"
Il film "Mani"

 

Scritti e articoli di AS su Caravaggio

 

Introduzione alla Lectio del prof Saggio

architetto Claudio Lucchesi
UFO Urban future organization

 

Sarà un arduo tentativo introdurre il prof. Saggio, architetto, critico d’arte e scrittore;
paucis verbis, uomo di cultura.

Non è improprio affermare che l’architettura, scienza di ritmi, di accordi, di rispondenza di spazi, di sapienti distribuzioni di arti applicate, di accenti, di disegni estremamente sensibili, non rimane estranea dall’iter letterario ed artistico, dall’articolazione immaginaria e complessa della proposta estetica.

A mio avviso, non è un azzardo ricondurre le scelte professionali e letterarie del prof. Saggio alle sue radici, al rapporto con la sua terra, al legame con quella realtà poetica che ha definito la sua crescita, mossa dalle atmosfere culturali vissute nell’adolescenza.
Una terra, la nostra, che ha nutrito intelligenze e passioni e che credo abbia donato al nostro architetto il bisogno del racconto e della rappresentazione.
Su tale retaggio, sul mondo della memoria, sugli echi umanistici che hanno nutrito la propria giovinezza, è stato forgiato il suo sapere ed il suo operato.

Una narrazione vibrante di vitalità quella sugli scritti su Caravaggio, con tematiche che non riprendono terreni già dissodati da altri critici; una narrazione che fa campeggiare in primo piano aspetti, angoli, realtà estreme che nella letteratura caravaggesca non sono stati così diffusamente e acutamente focalizzati.
In particolare ci riferiamo a:
1) L’attenzione alla spazialità non prospettica, a quella fuori dal quadro e cioè al nostro spazio dove noi siamo testimoni oculari di un’azione che si svolge davanti ai nostri occhi;
2) L’approfondimento sul fascino che esercita in Caravaggio la camera oscura, nuovo strumento di rappresentazione, ancora empirico e con possibilità embrionali, e che sarà poi portato ad esiti compiuti nella seconda metà del 600 dai fiamminghi e poi dal Canaletto, dal Bellotto, ecc.;
3) La chiarezza sui rapporti con Galileo Galilei e gli studi sulle lenti e sullo specchio concavo.

Poniamoci qualche interrogativo perché meglio possa essere compreso il modus congitandi, l’animus, il logos del professore.
Non è forse grazie alla lezione verghiana, alla conoscenza dei realisti siciliani, quali Leto e Tomaselli e al naturalismo di Quattrocchi, non è forse grazie al linguaggio pittorico realistico di Guttuso che ricrea il mondo siculo nella sua essenza e nella sua tragedia, che l’arch. Saggio può costruire un efficace interloquio con il naturalismo di Caravaggio che definisce “regista verista, iper-realistico, con la realtà personale e verissima dell’io che vive e guarda in maniera nuova” come scrive nello strumento di Caravaggio?
Non è forse grazie come scrive Vincenzo Consolo, lo scrittore e giornalista di Sant’Agata di Militello, “alla ventura di mirare lo spettacolo delle isole Eolie nel loro mutare fisso continuo e cangiante nella forma e nel colore, seduto sui gradini della cavea arenaria di Tindari cantata da Quasimodo che il nostro amico Nino si è emotivamente accostato allo studio dei passaggi di luce in Caravaggio?

Le risposte ci saranno regalate dall’amico Nino, il personaggio dove l’architetto e il critico d’arte si confrontano in un dialogo riuscito e complementare.

 

Claudio Lucchesi
Messina, 06 settembre 2022

 

 

 

 

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