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L'INFORMATICA NELL'ARCHITETTURA

 

L'INFORMATICA NELLA CULTURA CONTEMPORANEA

 

Nel mondo dell’informatica assume grande importanza il carattere di mutevolezza dell’informazione. Prima dell’era elettronica le informazioni venivano riportate su supporti quali la carta, il papiro, la stele con un’operazione assolutamente irreversibile. Nel mondo informatico le informazioni non sono altro che impulsi elettrici cancellabili e riscrivibili all’infinito.

Questo ragionamento fa scaturire una serie di vantaggi di tipo pratico legati alla possibilità di cambiamento, spostamento e aggiornamento continuo delle informazioni.

Capire questo significa, però, fermarsi ad un livello superficiale di comprensione del mondo elettronico che invece rivela aspetti di una complessità e di una ricchezza estremamente importanti.

L’aspetto fondamentale dell’elettronica non è solo la capacità di mutevolezza delle informazioni ma soprattutto la possibilità di strutturarle a rete creando modelli organizzati gerarchicamente in cui la simulazione e la verifica avviene sempre in modo dinamico. La parola chiave per esprimere questo concetto è: interconnessione.

E’ interessante analizzare come in passato, in un contesto completamente diverso, si ritrovano dei processi "omologhi" a quelli attuali.

Atene.jpg (15092 byte) Nella "Scuola di Atene" di Raffaello sono raffigurati Aristotele e Platone insieme ad altri filosofi dell’antichità nella quale veniva insegnata e praticata la retorica cioè la capacità di comunicare attraverso figure e associazioni di idee come la metafora, l’ossimoro…..

Questo modo di comunicare ritorna in maniera forte nell’era elettronica e si distacca totalmente dalla comunicazione dell’era industriale basata essenzialmente su parametri di tipo oggettivo.

La pubblicità nell’era industriale avveniva tramite messaggi fortemente assertivi e comunicativi. L’architettura stessa si basava su parametri inoppugnabili (forma-funzione, costruzione-estetica…) e si prefiggeva di affermare in modo oggettivo la capacità di risolvere aspetti legati all’uso, alla costruzione, alla manutenzione degli edifici.

Oggi un manifesto pubblicitario non dichiara in modo diretto ed oggettivo il prodotto che pubblicizza ma si presta a numerose interpretazioni soggettive perché e basato su figure retoriche e sul concetto di metafora.

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In epoca industriale il numero di informazioni da trasmettere era abbastanza ridotto, oggi le informazioni sono aumentate vertiginosamente ed è chiaro che l’unica possibilità di comunicarle è in modo metaforico.

Questa è una maniera assolutamente dinamica di operare che fa parte del mondo contemporaneo e di quello dell’elettronica: il tutto è legato insieme.

Il discorso della nuova maniera di comunicare si estende anche al campo architettonico.

Il Beaobourg è l’ultimo edificio dell’era industriale e rappresenta l’esaltazione estrema dell’oggettività perché si pone esso stesso come vera e propria macchina e non come sua metafora.

L’architettura è oggi soprattutto comunicazione, i parametri oggettivi come la funzionalità d’uso si danno assolutamente per scontati.

Piano.jpg (8014 byte) Oggi Renzo Piano più di vent’anni dopo la realizzazione del Beaobourg nel progetto per il museo della Marina ad Amsterdam sente l’esigenza di creare un edificio-metafora che rappresenta una nave che galleggia sull’acqua.

Un altro discorso fondamentale da affrontare è quello del rapporto tra architettura e natura.

La società industriale era legata fondamentalmente allo sfruttamento della natura in quanto il modello produttivo era basato sull’utilizzo prevalente delle risorse naturali. L’architettura stessa tendeva a sovrapporsi alla natura in modo arbitrario ed invasivo.

Oggi invece il mondo architettonico rimette in gioco il tema della natura perché il modello produttivo della società contemporanea non è più industriale ma informatico.

Oggi la miniaturizzazione dei macchinari industriali, la globalizzazione dei mercati libera grandi aree della città e rende possibile una vera e propria riconquista della natura da parte dell’uomo.

chiesa.jpg (14242 byte) Il rapporto che gli architetti impostano con la natura non è più romantico ma inquieto e molto più complesso. Basti pensare al progetto di Peter Eisenmann per la Chiesa a Roma.
Inoltre è frequente la volontà di combinare insieme natura, architettura e tecnologia come negli edifici di Toyo Ito o di Rem Koolhaas.
gugg.jpg (13560 byte) Infine non si può fare a meno di citare il Museo Guggenheim di Bilbao progettato da Frank O. Gehry che si pone all’interno della città come grandiosa metafora di una cattedrale laica che richiama alla mente l’idea di pellegrinaggio.

La vera forza di questo progetto è quello di avere non solo una forte carica comunicativa ma anche un livello di funzionalità eccezionale.