Graduation Thesis/Tesi di Laurea

 

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Antonino Saggio I Quaderni

Sapienza, Università di Roma, Facoltà di Architettura

Questo progetto fa parte della ricerca della cattedra di Antonino Saggio "Tevere Cavo"ed è pubblicato nel volume

Tevere cavo una infrastruttura di nuova generazoine per Roma tra passato e futuro

 

 

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FLOS

Flaminio Lazio Open Stadium

Nicola Pennacchiotti

 

relatore

prof. Antonino Saggio

 

Laurea Magistrale in Architettura
27 maggio 2018


Presentazione Sintetica dell'idea Progetto
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Il progetto Flos (Flaminio Lazio Open Stadium) nasce dalla necessità di recuperare lo Stadio Flaminio, ormai tristemente abbandonato da troppi anni, senza intervenire direttamente sull'impianto sportivo, ma adeguandolo agli standard di fruizione e sicurezza attraverso la progettazione di nuove strutture nelle aree immediatamente limitrofe. L'obiettivo è far rivivere l'importante progetto di Nervi con il suo adeguamento alle norme degli impianti sportivi italiani di nuova generazione, al fine di riaprire la struttura alla collettività. Uno dei principi fondamentali è rendere attiva la struttura in un ciclo continuo di funzione e uso che vada ben oltre le poche ore della partita. L'obiettivo è raggiunto attraverso l'utilizzo dell'area circostante, oggi occupata da parcheggi, con edifici complementari allo stadio. Si tratta dell'approccio necessario oggi in qualunque nuova concezione di stadio che da struttura mono tasking si trasforma appunto in una struttura plurifunzionale. Il progetto utilizza lo stadio per le partite della società sportiva Lazio (viste le numerose richieste da parte dei tifosi e di giornalisti vicini all'ambiente bianco-celeste) e i nuovi edifici come head quarter di un programma di mixitè che, oltre a implementare i ricavi della società con attività commerciali (ristoranti, bar, shop e hotel) sarà vitale per il quartiere attraverso la riconoscibilità del brand Lazio. Si viene così a contribuire alla riqualificazione di un nodo centrale dell'asse generato tra il ponte della musica e l'area sportiva del Foro italico e l'Auditorium.

Dal punto di vista architettonico si è optato per una struttura dal volume stereometrico al fine di non interferire con le presenze curvilinee delle due opere di Nervi e del limitrofo Auditorium. La linearità dei volumi richiama la maglia urbana del quartiere Flaminio e l'asse del Viadotto. Il progetto si organizza in un rapporto tra una parte emersa (destinata prevalentemente ad Hotel) ed una parte ipogea dedicata prevalentemente alla valorizzazione della storia della Lazio. Una piazza filtrante consente di essere zona di biglietteria per procedere allo stadio o per vedere la partita in cavea con grandi schermi.

Naturalmente una opera di questa portata che prevede il recupero dello stadio la sistemazione delle aree adiacenti sia nella condizione "protetta" per le partite sia nella condizione "aperta" per il normale uso urbano e l'edificazione di una rilevante nuova struttura non può non prevedere una importante Negoziazione pubblico privato. A questo fine si è ideato anche una vera e propria infrastruttura urbana che gira ad anall nel quartiere dal ponte della musica, al foro italico a vlla Glori all'Auditorio allo stadio Flaminio e e al Maxxi. Questa infrastruttura oltre a poter rappresentare un interessante elemento di contrattazione con la città (potrebbe essere pagata con gli oneri di urbanizzazione dovuti) può diventare strategia sia funzionalmente che comunicativamente nella proposta di Roma olimpica 2034. Per quell'anno la nuova candidatura di Roma è infatti di nuovo fattibile ed è chiaro come la proposta della rivitalizzazione dello stadio Flaminio si inquadri perfettamente nel tema, come molti progetti dell'intero progetto urbano Tevere Cavo. Come era stata anticipato durante l'amministrazione del Sindaco Marino, la nuova proposta per Roma 2034 dovrebbe usare l'occasione olimpica per una grande rilancio della città attraverso la valorizzazione del fiume Tevere delle sue sponde e delle aree limitrofe.

 

 

 

 

 

 

 

 

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