Food  forMinds/selected books by qualified readers

E' una selezione di libri di qualitł pensata per fornire suggerimenti ai tavoli degli architetti.
Le recensioni sono a cura di lettori che a uno sguardo serio e penetrante accoppiano una consapevole modalitł di scrittura.
In collaborazione con Arch'It Sezione Libri
INDEX All reviews
PAESAGGI IN TRASFORMAZIONE
di Italia Rossi
 

Come in un viaggio immaginario, Luca Galofaro ci accompagna attraverso

luoghi insoliti e paesaggi inaspettati che artisti, architetti, paesaggisti
ci hanno rivelato dagli anni Sessanta a oggi.
Dalla Land-Art di Christo allo spazio negativo di Gordon Matta-Clark, dal
Land(e)scape di Casagrande&Rintala fino al "campo esteso" di Rosalind
Krauss, si delineano diversi possibili approcci al paesaggio contemporaneo.
L'arte Ć strumento di penetrazione ed interpretazione, e, "dilatando lo spazio
interiore del nostro corpo, diventa essa stessa parte del paesaggio".


 
 

Luca Galofaro, Artscape. El arte como aproximaciŚn al paisaje contemporçneo,
Land&Scape Series, Editorial Gustavo Gili, Barcellona 2003, pp 190

 

La parola Artscape non ha una traduzione letterale: il senso Ć proprio nell'accostamento dei due termini.

In realtł in tutto il testo i significati si accumulano, parallelamente alle problematiche affrontate, e la definizione di Artscape si fa aperta e ampia, in bilico tra mezzo di interpretazione e strumento operativo concreto.

 

Gianni Pettena, Archipensieri, 2000

 

L'intuizione di Galofaro Ć dichiarata fin dal titolo: l'arte come approccio al paesaggio.

L'ipotesi diviene piŁ forte vista all'interno di una ricerca collettiva, tutta volta ad una nuova definizione del paesaggio, raccolta nella serie Land&Scape della Casa Editrice Gustavo Gili.

Il desiderio comune Ć quello di scoprire e sperimentare un inedito rapporto con il paesaggio, mixando tra naturale ed artificiale, e accogliendo ipotesi da campi disciplinari diversi, fino alla definizione di un nuovo immaginario.

 

Robert Smithson, Spiral Jetty, Great Salt Lake, Utah, USA, 1970

 

Nel caso di Artscape, la ricerca avviene in un territorio difficile e ibrido, sul limite delle definizioni convenzionali di arte, architettura e paesaggio.

Tanto piŁ questo appare chiaro attraverso gli esempi citati, che fanno parte per lo piŁ di una certa produzione artistica a partire dagli anni '60 svincolata dal contesto museale e decisamente aperta all'esterno.

Sono esperienze in cui le dimensioni dell'opera d'arte si sono ingrandite fino alla scala dell'architettura ed in estremo del paesaggio; opere in cui l'osservatore viene inglobato e coinvolto come parte attiva.

Basti pensare alle esperienze della Land Art, al lavoro di personalitł come Christo, alla ricerca di Richard Serra, alle provocazioni di Superstudio.

 

Casagrande & Rintala, Land(e)scape, Finlandia, 1999

 

Tuttavia, sembra che per arte si intenda qui piŁ una modalitł, un'attitudine all'ascolto, che non un corpus disciplinare o un prodotto.

 

Ciascuno dei numerosi esempi rappresenta un insieme di informazioni e suggestioni che va ben al di lł della semplice descrizione.

Accanto alle immagini, rigorosamente in bianco e nero, la trattazione procede in un tutto organico di voci, tra i racconti in prima persona degli artisti e le considerazioni di Galofaro, che apre a riflessioni e a problematiche con approcci ogni volta diversi.

 

Quello che colpisce, allora, di questo testo Ć che tutti i materiali raccolti, dalle citazioni letterarie che precedono ciascun capitolo, alle schede informative su alcune opere, ai racconti di artisti, architetti, paesaggisti, fino alle riflessioni dell'autore stesso sono messi su un terreno comune come esperienze da cui attingere, come contributi a partire dai quali si possano intravedere  "nuovi paesaggi per vivere".

 

Superstudio, 5 storie del Superstudio (vita), 1971-1973

 

Gli argomenti si succedono fluidamente, lasciando che sia l'emotivitł a decidere: un percorso quasi onirico, che fa riferimento solo liberamente a schemi cronologici e critici.

A partire dalle dichiarazioni di Gianni Pettena nell'introduzione al testo, il paesaggio "si converte in simulacro, in simbolo di un comportamento e di una cultura che lo supporta"; si amplifica nei suoi significati; si estende verso l'intimo umano, come proiezione mentale ed intellettuale, "dilatando lo spazio interiore del nostro corpo che diventa essa stessa parte del paesaggio"; si estende all'esterno a comprendere l'esistente, diviene Earthscape, o "campo esteso" secondo Rosalind Krauss.

 

Nancy Holt, Sun Tunnels, Great Bassin Desert, Utah, USA, 1973-1976

 

Le diverse problematiche si sviluppano all'interno di sei capitoli tematici che, come lo stesso Galofaro avverte, "non devono essere letti necessariamente in ordine".

 

Si comincia con Lo spazio da scoprire dove, attraverso le ricerche di Gordon Matta-Clark e di DÄcosterd&Rahm, si rivela l'esistenza di aspetti "invisibili" del territorio.

 

Mary Miss, Progetto JyvŐskylŐ, Finlandia, 1994

 

Il paesaggio Ć rivelato, e si manifesta, nel capitolo Ridefinire lo spazio del territorio, attraverso il modificarsi della luce nella sua relazione spazio-temporale, come in Sun Tunnels di Nancy Holt; o attraverso i fenomeni naturali, le cui forze vengono amplificate in una percezione potenziata ed inusuale, come in The Lightning Field di Walter De Maria; o, ancora, attraverso la sua stessa negazione, come in Land(e)scape di Casagrande&Rintala.

 

In Quando l'arte si trasforma in paesaggio, Ć presentato Running Fence di Christo&Jeanne-Claude.

La scala territoriale manifesta il desiderio programmatico di penetrare "il processo di costruzione e organizzazione" del paesaggio stesso, sperimentando una fruizione dell'opera che si basa sull'azione, sulla percorrenza fisica del territorio.

 

Christo&Jeanne-Claude, Running Fence, California, USA, 1972-1976

 

In Arte+Architettura+Contesto, l'opera d'arte "interferisce" nello spazio naturale, divenendone parte attiva integrata, e coinvolgendo lo spettatore in una complessitł di rimandi emotivi, come nel Monumento alle vittime ebree dell'olocausto di Eisenman.

 

L'ultimo capitolo, Programmare la superficie della terra nel paesaggio contemporaneo, presenta la "tendenza di alcune ricerche architettoniche a ricostruire le cittł mediante il paesaggio, rielaborando la Terra e considerandola come una superficie liscia".

Il progetto di Foreign Office Architects per Yokohama e le ricerche di Eisenman per il Centro Culturale di Santiago de Compostela sono in questo esemplari.

E rappresentano il tentativo di dare una nuova  interpretazione del territorio, che contenga l'insieme dei valori simbolici della nostra civiltł contemporanea, come si diceva all'inizio.

 

Eisenman Architects, Ciudad de la Cultura, Santiago d Compostela, Espaľa, 2001

 

Tuttavia, questo approccio rappresenta un aspetto limitativo della questione.

Il sesto capitolo, Paesaggi in trasformazione, risulta aperto, non concluso.

Delle molte questioni, delle problematiche, delle suggestioni sollevate nelle pagine precedenti, la realizzazione svizzera di Diller&Scofidio rimane l'ipotesi architettonica piŁ audace e consapevole, oltre che unico esempio del capitolo.

Punto di partenza e non esito, Blur inaugura la ricerca di nuove forme di vita e di sopravvivenza sul pianeta Terra, simultaneamente ed ambiguamente arte, architettura e paesaggio.

Cai Guo-Qiang, Progetto per extraterrestri ní 9, Munden, Germania, 1992

 

 


if_rossi@hotmail.com



Antonino Saggio H ome